Vincitore e Menzione Speciale

Prison Cell Door Spyhole. KGB Prison, Cesis, Latvia © Valentyn Odnoviun.
Prison Cell Door Spyhole. KGB Prison, Riga, Latvia © Valentyn Odnoviun.
Prison Cell Door Spyhole. KGB Prison, Tallinn, Estonia © Valentyn Odnoviun.
Siamo felici di annunciare il vincitore del Photolux Award 2019!

Il vincitore è: Valentyn Odnovium con “Surveillance“.
Nominator: Lydia Dorner, curator: Musée de l’Elysée.

MOTIVAZIONE: Basato su un impianto seriale e su una rigorosa e controllata struttura concettuale, il progetto Surveillance di Valentyn Odnoviun rivela diversi e complementari livelli di lettura: un immediato, apparente, rimando a fotografie di astronomia, uno dei temi del festival; una grande varietà formale e cromatica che caratterizza la singola immagine; un profondo significato politico tanto nella scelta dei soggetti specifici – le pareti di carceri dell’ex blocco sovietico – quanto nella capacità di visualizzare i concetti universali di potere, controllo e sorveglianza.

La giuria composta da Tobia Bezzola (Museo d’arte della Svizzera Italiana),  Nanda van den Berg (Huis Marseille), Matteo Balduzzi (MUFOCO. Museo Fotografia Contemporanea), ha deciso di premiare con la Menzione Speciale i seguenti progetti:

Mohamed Keita ‘La Renaissance
Nominator: Cristiana Perrella, Direttore: Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

MOTIVAZIONE: Il progetto La Renaissance di Mohammed Keita utilizza una fotografia semplice e diretta, priva delle sovrastrutture formali e dei compiacimenti teorici di tanta parte della ricerca contemporanea, caratterizzata da una forte presenza autobiografica. L’immediatezza dello scatto e la grande efficacia compositiva delle immagini posizionano il lavoro all’interno delle pratiche quotidiane della fotografia, nell’accezione più contemporanea, ossia il flusso di fotografie caricate su instagram, condensandone molti dei valori estetici.

Drew Nikonowicz ‘This World and Others Like It’
Nominator: Hinde Haest, curator: FOAM.

Nel lavoro This World and Others Like It l’autore si muove con estrema libertà tra i generi e le tecniche della fotografia, producendo una ricerca visiva coerente, caratterizzata da un bianco e nero asciutto e una struttura formale ineccepibile. Nella constatazione dell’impossibilità di qualsiasi separazione tra reale e virtuale, nella società contemporanea, la ricerca di Drew Nikonowicz indaga allo stesso tempo la nozione di paesaggio e topografia, le tecnologie della visione tra analogico e digitale, la continua evoluzione dei concetti di rappresentazione e di percezione.


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