Stanley Greene

greene

Negli ultimi 25 anni, Stanley Greene (New York, 1949) ha documentato la nascita di nuove epoche, la nascita e la caduta di imperi, invasioni di nazioni, migrazioni di massa, deportazioni, evacuazioni, carestie, conflitti, guerre e distruzioni. Greene ha lavorato a cavallo tra i cinque continenti cercando di documentare le condizioni umane. “Qualche volta mi chiedo se le società provino il gusto della tragedia”. Da ragazzo, Stanley Greene è membro dei “Black Panters”, attivista contro la guerra in Vietnam e successivamente membro fondatore del camerawork SF, uno spazio espositivo per la fotografia d’avanguardia, a San Francisco. Greene studia alla School of Visual Arts di New York e all’Image Works of Cambridge, in Massachusetts. L’incontro con W.Eugene Smith è determinante per un nuovo interesse al fotogiornalismo e Greene inizia a collaborare con le riviste e lavora come fotografo di staff per il New York Newsday. Nel 1986 si trasferisce a Parigi. Nel1989 si trova a documentare la caduta del muro di Berlino, un’esperienza che fa di lui un fotogiornalista molto ricercato. Nell’ottobre del 1993, mentre lavora per la sede parigina di Agence Vu, è intrappolato e rischia la morte nella White House di Mosca, nel corso di un colpo di stato giocato ai danni dell’allora presidente Boris Yeltsin. Greene copre gli avvenimenti in paesi devastati dalla guerra come Nagorno-Karabakh, Iraq, Somalia, Croatia, Kashmir, Afghanistan e Libano, tra gli altri. Tra i numerosi premi vinti si ricordano cinque World Press Photo Award e l’Eugene Smith Humanistic Grant. Nel 2013 Greene è premiato dall’Aftermath Project per il progetto The Rise of Islam in the Caucasus. Tra le sue pubblicazioni più importanti si ricordano Open Wound: Chechnya 1994-2003, edito da Trolley e Black Passport, curato da Teun van der Heijden e pubblicato nel 2009 dalla casa editrice Schilt Publishing. Nell’estate del 2010, in occasione del quinto anniversario dalla strage dell’uragano Katrina, Greene ha allestito un’esposizione itinerante con le immagini della devastazione e delle conseguenze dell’uragano. La mostra è stata esposta da Houston a New Orleans e realizzata in collaborazione con Kadir van Lohuizen.
Oggi Greene continua a coprire eventi mondiali importanti e recentemente si è occupato dello spreco elettronico in Nigeria, India, Cina e Pakistan: un progetto realizzato con il supporto della Getty Images Grants for Editorial Photography e GEO France, che è stato esposto al festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image 2012.

Mostre dell'autore


Articoli Simili