Rania Werda | Autres Miroirs

© Rania Werda
© Rania Werda

Dove: Ex-Cavallerizza, Piazzale Giuseppe Verdi
Orari: lunedì – venerdì 15:00 – 19:30 / sabato, domenica e venerdì 8 dicembre 10:00 – 19:30


a cura di Marianne Catzaras

Donne uscite da luoghi confinati, donne ferite, donne bloccate. Odalische della modernità, nascondono con pudore e violenza i loro volti che si fondono in un tutt’uno con le lisce pareti degli arredi, posizionati negli atelier dei fotografi, tra decorazioni e ripetute costruzioni geometriche. Donne disposte a disfare la maglia subdola di quella tradizione che smuove il senso della loro identità. Perché è di identità che si tratta, di identità in tutte le sue sfaccettature. Ed è per questo forse che i personaggi femminili di Rania Werda posano davanti i loro specchi mezze velate, nei colori pastello e brillanti. Posano circondate da armoniosi e statici arabeschi. Queste donne del passato, queste donne del futuro, posano con la pelle accarezzata da un velo interrogandosi sul chi sono oggi in quei domani oscurati da inclinazioni retrograde e totalitarie. Coreografie di volti semi nascosti in scene figurative e stilizzate: Rania Werda ci fa vedere donne fiere che stanno in piedi e che resistono dicendo no agli stereotipi di ogni genere. Lascive come se fossero disegnate su illuminazioni calligrafiche, rappresentano tutti i volti della donna che combatte per recuperare il diritto alla differenza: quello di essere Donna. Con fantastici arabeschi e giochi cromatici color terracotta Rania ci regala la sensualità della donna sottolineando così anche al crocevia delle culture, un possibile mosaico di convivenza.


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