Pellegrinaggio in Terrasanta

© Kenro Izu, Varanasi, India, 2014
© Kenro Izu, Varanasi, India, 2014

a cura di Maria Pacini Fazzi
in collaborazione con Archivio Fotografico Lucchese

Domine ivimus, Signore siamo arrivati. Questo breve testo latino, sormontato dal disegno di una barca, graffito sull’intonaco di un muro facente parte del complesso basilicale del Santo Sepolcro in Gerusalemme, è stato datato intorno al 300 d.C. ed è ritenuto la più antica testimonianza archeologica del pellegrinaggio cristiano gerosolimitano. In realtà il fenomeno del pellegrinaggio, sia pure in proporzioni limitate, aveva portato pellegrini cristiani sui luoghi dove era vissuto Cristo fin da parecchi anni prima. Fu dopo l’editto di Costantino del 313 d.C. che il fenomeno del pellegrinaggio cristiano a Gerusalemme diventò consistente. Durante le Crociate, nel 1217, fu istituita dai Padri Francescani, ancora vivo il loro fondatore San Francesco, la Custodia della Terra Santa, che divenne una delle province dell’ordine e rappresentò, col passare del tempo in modo sempre più ufficiale, la Chiesa Cattolica in quei territori. La presenza dei Francescani a Gerusalemme dura ancora oggi e in tutti questi secoli i pellegrini hanno trovato nei frati minori un punto di riferimento importantissimo come base logistica e spirituale durante la loro permanenza in Terra Santa. Fu proprio grazie alla presenza della Custodia Francescana che furono realizzati pellegrinaggi nazionali italiani, il primo dei quali avvenne nel 1870. Le fotografie qui esposte riguardano il terzo di questi pellegrinaggi, risalente al 1906. Le immagini sono inquadrate e riprese con sapiente tecnica e con innegabile gusto estetico. Si tratta di una documentazione di prim’ordine, che ci consente di rivivere, come trasportati nel tempo e nello spazio, una pagina del pellegrinaggio gerosolimitano forse tra le meno approfondite: numerosi sono gli studi sul pellegrinaggio antico e medievale, più rarefatti quelli sui periodi a noi più vicini.

(da un testo di Giovanni Macchia)


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