Paolo Woods | Storie!

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Credo che la fotografia sia una vera e propria lingua. Questo significa che per essere fotografi bisogna apprendere e padroneggiare questa lingua. Il suo vocabolario e la sua grammatica, è ovvio. La sua storia, è inevitabile.
Credo che oggi, un lavoro fotografico sia interessante e necessario quando più le immagini diventano una storia. Quando dentro ogni immagine c’è una storia.
Allora impariamo a narrare: la sintassi, il tono, lo svolgimento, la conclusione. Poi andiamo a cercare le storie. Ne siamo circondati. Impariamo a riconoscerle, a decifrarle, ad afferrale, ad entrarci a capofitto e a renderle nostre. Impariamo a rispettarle.
Il workshop è per fotografi che hanno padronanza della tecnica fotografica e stanno cercando di portare il proprio lavoro a un livello più alto e di aprirsi a un pubblico più vasto. Nei due giorni di workshop guarderemo i lavori fatti e da fare e parleremo di come strutturali, svolgerli e portarli a conclusione. Nella fase finale esploreremo le differenti possibilità di distribuire il proprio lavoro. Stampa, gallerie, musei e web.

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BIOGRAFIA DOCENTE
Paolo Woods è nato in Olanda da padre canadese e madre olandese. È cresciuto in Italia ha vissuto a Parigi e a Haiti.
È dedito a progetti di lunga durata, dove la fotografia è strumento d’investigazione del mondo contemporaneo. Ogni progetto genera una mostra, un libro e una serie di pubblicazioni nella stampa internazionale.
Dopo un’indagine approfondita sul mondo del petrolio e un’inchiesta sulle guerre americane in Afghanistan e Iraq si è interessato alla conquista cinese dell’Africa. Il libro Cinafrique, co-firmato con il giornalista Serge Michel, è stato un successo editoriale tradotto in undici lingue. Nel 2010 ha completato il progetto Walk on my Eyes, un ritratto intimo della società iraniana il cui libro e la cui mostra sono stati presentati a Les Rencontres d’Arles in Francia.
Tra il 2010 e il 2014 Woods ha vissuto a Haiti e nel 2013 ha pubblicato STATE e PEPE, due libri che sono il frutto del lavoro sull’isola. La mostra, prodotta dal Musée de l’Elysée di Losanna, è stata salutata da critica e pubblico.
I suoi progetti sono regolarmente pubblicati da testate internazionali. Ha esposto, tra l’altro, in Francia, Italia, Stati Uniti, China, Spagna, Germania, Austria e Olanda, e i suoi lavori sono conservati in molte collezioni pubbliche e private. Ha ricevuto vari premi fra cui due World Press Photo Awards.


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