Leica Oskar Barnack Award 2017

© Terje Abusdal, from the series "Slash & Burn"
© Terje Abusdal, from the series "Slash & Burn"

Dove: Chiesa dei Servi, Piazza dei servi
Orari: lunedì- venerdì 15:00 – 19:30 / sabato, domenica e venerdì 8 dicembre 10:00 – 19:30


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Per la categoria principale la giuria 2017 ha scelto il norvegese Terje Abusdal che hapresentato il progetto a lungo termine Slash & Burn. L’ucraino Sergey Melnitchenko con la serie Behind the Scenes è invece il vincitore della categoria Leica Oskar Barnack Award Newcomer dedicato ai fotografi under 25.

Tra tradizione e misticismo, origine etnica ed appartenenza, realtà e finzione, Terje Abusdal è riuscito a creare un approccio allo stesso tempo enigmatico e convincente degli Skogfinn, un’etnia norvegese legata alla natura. Durante i tre anni di ricerca Abusdal si è calato a fondo nella tradizione degli Skogfinn, una minoranza norvegese riconosciuta dallo stato. Ma come è possibile fotografare qualcosa di immateriale come la cultura, soprattutto quando si tratta di una cultura quasi del tutto scomparsa? È proprio partendo da questa questione che Abusdal rende nel suo lavoro estremamente fluidi i limiti tra la realtà e la finzione. Ho aggiunto alla storia alcuni elementi del passato degli Skogfinn, come il fuoco, il fumo e lo sciamanismo, spiega Terje Abusdal. La documentazione e l’immaginazione si intrecciano nelle sue fotografie in una maniera a tratti animale e irritante. Una forza suggestiva e un particolare misticismo emana da quelle foto che sono il risultato di un tentativo intenzionale di creare un universo inventato, un mondo magico.
Sergey Melnitchenko ha convinto la giuria con la serie Behind the Scenes. “Qui tutto è autentico. Non si tratta di scene ma di vita vera. Della nostra vita o anche della mia stessa vita”, dichiara Sergey Melnitchenko. Da qualche parte in Cina, dopo una notte faticosa, all’alba dopo il lavoro – alcuni sudati ancora in costume, altre ragazze in vasche da bagno riempite di birra, alcuni artisti ubriachi ed altri spettatori sbronzi. Gambe livide, piedi gonfi e distrutti, calzamaglie rotte vengono alla luce non appena cadono le maschere. La maggior parte delle ferite e delle cicatrici sono ormai invisibili, diventate oramai ferite dell’anima. Per riuscire a catturare queste prospettive, non basta essere vicini a questo mondo, bisogna esserne parte.
In mostra anche i lavori degli altri 10 finalisti del premio: Clara Chichin; Yoann Cimier; Aleksey Kondratyev; Gideon Mendel; Dominic Nahr; Ekaterina Sevrouk; Viktoria Sorochinski; Vera Torok; Emilien Urbano; Patrick Willocq.


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