Kenro Izu

IZU

Dopo l’adolescenza trascorsa a Iwakuni, vicino Hiroshima, Kenro Izu (Osaka, 1949) si trasferisce a New York nel 1970, dove qualche anno più tardi apre un proprio studio fotografico. Nel 1979, un viaggio in Egitto lo stimola a un lungo lavoro di ricerca nei più suggestivi siti sacri del mondo, nasce la serie Sacred Places. Nei primi anni Ottanta, grazie a una borsa di ricerca ottenuta dal National Endowment for the Arts, Izu mette a punto una fotocamera, un banco ottico per negativi 14×20 pollici (35×50 cm), capace di rispondere alle sue esigenze espressive. Con questa nuova attrezzatura consolida la sua cifra stilistica che diventa una costante di tutta la sua carriera: ampie vedute dal sapore ottocentesco, che catturano lo sguardo in visioni senza tempo. Negli anni successivi intraprende una nuova serie di viaggi alla ricerca dei siti sacri legati alle civiltà del passato. Nello stesso periodo, si dedica a una serie di studi floreali che raccoglie sotto il titolo di Still life, una ricerca in progress che si è estesa anche a indagini sul nudo. Nel 2002 sperimenta il cianotipo su stampa al platino, con cui ottiene immagini scure, dominate da un blu profondo che danno origine alla serie Blue, completata nel 2004 e presentata nel corso di numerose mostre e pubblicazioni. Tra il 2002 e il 2007 compie una serie di nuovi viaggi in Bhutan e il suo lavoro sui luoghi sacri vede un’ulteriore evoluzione e per la prima volta la figura umana e il ritratto entrano nella sua ricerca. Dal 2008 lavora a India Where Prayer Echoes, in cui racconta attraverso immagini di templi, monaci e pellegrini la devozione alla religione induista.

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