Joel Meyerowitz

Meyerowitz ritratto sito

Joel Meyerowitz (Bronx, New York, 1938) è convinto che sia stata la fondamentale educazione di strada ricevuta ad alimentare in lui il piacere di osservare le persone, una sensibilità che è al centro della sua fotografia.
È uno “street photographer” nella tradizione di Henri Cartier-Bresson e Robert Frank, anche se lavora esclusivamente a colori: il suo primo libro Cape Light è considerato un classico della fotografia a colori e ha venduto oltre 100.000 copie.
L’energia inquieta e l’approccio aperto al soggetto tipici di Meyerowitz hanno dato vita ad un lavoro multiforme: Photographs From a Moving Car (una mostra personale al MoMA nel 1968), il suo progetto finanziato dal Guggenheim Fellowship, Still Going: America During Vietnam, il suo lavoro con la camera a grande formato (8×10) ha portato alla pubblicazione di diversi libri; Cape Light, St. Louis and The Arch, Redheads, A Summer’s Day, Bay/Sky, Aftermath: The World Trade Center Archive,e altri.
Nel 1995 Meyerowitz ha anche diretto e prodotto il suo primo film, POP, diario intimo di un road trip lungo tre settimane col figlio, Sasha, e il padre, Hy.
Pochi giorni dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 al World Trade Center di New York, Meyerowitz, unico fotografo ad ottenere il libero accesso al sito, ha cominciato a creare un archivio di immagini sulla distruzione e ricostruzione di Ground Zero e con questo lavoro è anche stato invitato a rappresentare gli Stati Uniti all’ottava Biennale di Architettura di Venezia.
Lo scorso autunno sono stati pubblicati tre nuovi libri, Taking My Time, la retrospettiva in due volumi edita da Phaidon in occasione del cinquantesimo anno di attività; Provence: lasting Impressions, a quattro mani con la moglie Maggie Barrett, pubblicato da Sterling, e un libro sugli ultimi lavori di Paul Strand edito da Aperture.
Meyerowitz è patrocinato dal Guggenheim e sia il NEA (National Endowment of the Arts) che il NEH (National Endowment for the Humanities) gli hanno conferito dei premi. Il suo lavoro fa parte della collezione del Museum of Modern Art, del Boston Museum of Fine Arts, The Art Institute of Chicago, e di molti altri musei nel mondo.

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