Filippo Brancoli Pantera e Lola Reboud

Solenzara, 2018 © Filippo Brancoli Pamtera

Location: EX- Cavallerizza, Piazza Giuseppe Verdi 
Orari: Lunedì – Venerdì 15:00 – 19:30 / Sabato e Domenica 10:00 –  19 :30


FILIPPO BRANCOLI PANTERA E LOLA REBOUD 

Nel 2017, Photolux Festival e il Centre Méditerranéen de la Photographie di Bastia, in Corsica, hanno dato vita a una nuova collaborazione. Un programma di residenze d’artista che si propone di incoraggiare la ricerca e lo scambio culturali, promuovendo la giovane fotografia emergente a livello internazionale.

Filippo Brancoli Pantera è stato scelto dal CMP tra i 5 autori dei migliori portfolio selezionati durante le Letture Portfolio di Photolux 2017 e ha lavorato sul territorio corso. Lola Reboud è stata scelta tra 5 candidati individuati dal direttore del CMP, Marcel Fortini e ha lavorato sul territorio della Versilia.

FILIPPO BRANCOLI PANTERA | NEL CORSO DEL TEMPO. IL PAESAGGIO RURBANO DELL’ALTA CORSICA

La ricerca portata avanti sul territorio corso è il frutto di una serie di osservazioni fatte durante il mio soggiorno in residenza a Ville di Pietrabugno, comune a pochi chilometri da Bastia. 

Viste le dimensioni generose della Corsica, e le sole due settimane di tempo che a mia disposizione, ho scelto di concentrare la mia analisi su una parte del territorio dell’Alta Corsica. Da Bastia, mio riferimento urbano, sono andato verso le zone più interne e della costa settentrionale.

Pur mantenendo alcune delle sue caratteristiche specifiche, in particolare la stretta simbiosi tra individuo e territorio anche nelle zone più remote, il paesaggio corso attraversa oggi una fase di cambiamento. Procedendo nella mia osservazione, ho avvertito sempre più forte la sensazione che la città in realtà mi stesse seguendo. C’è una sorta di movimento che va esattamente nella direzione opposta a quello più famoso della migrazione rurale di qualche decennio fa. Allora si andava dalla campagna verso la città, adesso dai centri urbani verso le zone rurali, come in un’onda di ritorno. Il fenomeno è leggibile nelle nuove costruzioni di campagna, fuggite dalle città portandosene dietro lo stile, veri e propri pezzi di architettura cittadina scappati dalla saturazione dei centri urbani. Al posto delle antiche costruzioni in pietra o legno si preferisce spesso costruire con mattoni e cemento e rifinire a intonaco. Le ragioni sono comprensibili e riscontrabili anche in molte altre parti d’Europa: avere più spazio, poter parcheggiare l’automobile vicino casa, spendere meno per l’acquisto dell’abitazione; esigenze con un peso rilevante nelle nostre vite.

Il paesaggio corso mostra poi altre evoluzioni rispetto al suo recente passato. Rispetto alla crisi del settore vinicolo a cavallo degli anni Ottanta/Novanta o Novanta/Duemila la rotta è adesso invertita: dagli appezzamenti destinati alla produzione di vino da tavola si è passati a vere e proprie aziende vinicole di qualità il cui riferimento è un mercato che va oltre i confini dell’isola. Inevitabile che in alcune aree questa attività si ponga come limite strutturale alla tradizionale pastorizia, in un processo che porta l’una ad escludere l’altra.

con il sostegno di:
Schermata 2019-09-11 alle 11.27.06

 

 


LOLA REBOUD
| THERE ARE NO STRANGERS

Viareggio è una stazione balneare, molto famosa agli inizi del XX secolo. Non la conoscevo affatto, avevo soltanto letto alcune poesie del poeta inglese Percy Bysshe Shelley, che morì al largo di Viareggio durante l’esilio in Italia. 

Per la mia residenza di 15 giorni, a maggio del 2018, mi hanno messo a disposizione le chiavi di un appartamento, una macchina e una bicicletta. Ho visitato i cantieri navali, il parco in fondo alla strada di casa, gli angoli protetti della pineta, le spiagge del Mediterraneo prese d’assalto il sabato e la domenica ma deserte durante la settimana, le cave di marmo che dominano dall’alto il paesaggio. 

Nel 1525 Jacopo Pontormo, ha ritratto un giovane sconosciuto, con indosso un cappotto violetto. Sono andata a conoscerlo a Lucca. Ci siamo guardati. Tra di noi, cinque secoli. Chi era questo giovane uomo riccamente vestito, il cui volto ha attraversato i secoli? 

A Viareggio non conoscevo nessuno, non parlavo italiano, ero una straniera. Ma lo spirito del mercenario non mi appartiene e la macchina fotografica è per me sempre un buon pretesto per andare incontro agli altri. A una giovane donna con il suo rossetto sgargiante, a “GoodLuck” che è arrivato dalla Nigeria, a una coppia che magari un domani si detesterà, a quel tatuatore le cui mani disegnate tanto mi hanno affascinato, all’adolescente che mi ha parlato della sua ultima disavventura sentimentale, a quella donna velata che preferisce non essere riconosciuta. Ma chi è lo “straniero”? 

Mentre i media ci ricordano quotidianamente che i confini dell’Europa ci stanno chiudendo, questa domanda risuona.  La mia risposta sta nei ritratti e nei paesaggi stampati su blocchi di marmo recuperati nelle cave di Santa Pietra, che ridisegnano il paesaggio nel quale, insieme, noi tutti abitiamo.

con il sostegno di

pulga

 


 

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