Emanuela Colombo, Andrei Vasilenko e Jean-Micheal Andrè| ERA . European Residence Award

© Jean-Michel André

Location: EX- Cavallerizza, Piazza Giuseppe Verdi 
Orari: Lunedì – Venerdì 15:00 – 19:30 / Sabato e Domenica 10:00 –  19 :30


ERA . EUROPEAN RESIDENCE AWARD |


EMANUELA COLOMBO, ANDREI VASILENKO E JEAN-MICHEL ANDRè

Nel 2017, Photolux Festival insieme a Kaunas Photo (Lituania) e PhotAumnales (Beauvais, Francia) dà vita al progetto “ERA. European Residence Award”. Gli autori in residenza sono stati selezionati durante le edizioni 2017 e 2018 delle Letture Portfolio dei tre Festival.  Il primo ciclo di residenze d’artista si è concluso nel 2019 e i lavori in mostra sono il frutto delle residenze svolte nelle aree di competenza dei festival coinvolti.

EMANUELA COLOMBO (Italia, 1974) // BRAZILKA 

Ogni città o territorio ha i propri miti e le proprie leggende.
Una delle leggende più popolari a Kaunas ci riporta agli anni fra le due guerre quando, agli inizi dell’emigrazione lituana, intere aree della città furono abbandonate.  Si racconta che molti scelsero il Sud America, ingannati da coloro che organizzavano le migrazioni dei lavoratori. Un’altra storia racconta invece che i lituani scelsero di emigrare a sud dell’Equatore perché nel 1908 gli Stati Uniti avevano regolamentato e limitato il flusso degli immigrati.

Tuttavia, non è importante sapere dove sta la verità. A Žaliakalnis (Collina Verde) c’è una piccola area, chiamata Brasilka, che gli abitanti abbandonarono per andare in cerca di fortuna in Brasile. L’origine del nome si deve a a coloro che decisero e riuscirono a tornare dalle piantagioni di caffè brasiliane per iniziare una nuova vita in Lituania. Non possedevano niente e si stabilirono nei campi incolti sulle pendici delle colline di un’aera vuota, dando vita a un nuovo quartiere, che chiamarono Brasilka. Accanto ad esso, presto ne sorse un altro, chiamato Argentinka. 

Negli ultimi anni, il quartiere di Brasilka sta cambiando rapidamente: nuovi e moderni appartamenti stanno rimpiazzando i vecchi palazzi. Insieme al cambiamento del paesaggio urbano, si assiste alla graduale dissolvenza della memoria storica di Brasilka tra i residenti e le nuove generazioni. Quello che alla fine degli anni Venti del Novecento sembrava una favela lituana, oggi vuole assomigliare a Malibu, con nuovi edifici residenziali che si affacciano sul panorama spettacolare che si gode dalle colline.

Seguendo il suggerimento del direttore artistico di Kaunas Photo Festival, Mindaugas Kavaliauskas, nel corso delle due settimane di residenza, Emanuela Colombo ha focalizzato la sua indagine fotografica nell’area urbana compresa tra le vie Jonava, Varniai, Žemaičių e il viale Savanorių. Con approccio antropologico, è entrata in relazione con gli abitanti del quartiere e ha cercato frammenti e memorie che raccontassero da un lato la storia del passato e dall’altro i cambiamenti del presente. 

ANDREI VASILENKO (Lithuania, 1985) // THE WALK

Il fotografo lituano Andrej Vasilenko è stato invitato a proseguire, a Beauvais, la propria ricerca sul paesaggio periurbano. The Walk è una serie di fotografie che Vasilenko ha realizzando percorrendo a piedi la città, focalizzando il suo sguardo sugli spazi e sugli aspetti temporali che caratterizzano le diverse tipologie di architetture.

“Nel corso della mia residenza, ho cercato di camminare il più possibile per esplorare le diverse aree della città. Come fotografo, ciò che mi interessa è da un lato l’identità degli spazi e come le persone li abitano nell’organizzazione quotidiana delle proprie vite, dall’altro la relazione tra passato e presente che emerge dallo spazio urbano e dall’architettura. The Walk è una piccola guida alternativa ai quartieri e all’architettura di Beauvais”, spiega Vasilenko.

JEAN-MICHEL ANDRÉ (Francia, 1976) // BORDERS

Borders è un progetto che nasce a Calais nel 2016.
Alla vigilia dello smantellamento della “Giungla” ho fotografato un giovane uomo accovacciato, con la faccia rivolta verso il muro di recinzione che la separava dal porto. È attorno a questa fotografia che ho costruito Borders; non come un reportage, non come una serie fotografica né come una narrazione lineare.

Ho pensato Borders come una raccolta: un palinsesto composto da frammenti di paesaggi attraverso i quali ho indagato il concetto di frontiera.

Non accompagno mai le mie fotografie con una didascalia. È molto importante per me che gli spazi che mostro siano incerti, non identificabili geograficamente, immortalati nella tensione tra sbiadimento e permanenza. Non accompagno le immagini neanche con una data. Desidero far precipitare la cronologia dentro quella stessa vertigine, perché lo sguardo si concentri solo sulla sottile linea tracciata tra memoria, oblio e proiezioni.

Ho esposto Borders per la prima volta alla Bibliothèque nationale de France (Parigi), con una selezione di ventidue fotografie. Grazie al sostegno del CNAP (Ministero della Cultura), nell’estate del 2018 ho potuto approfondire la mia ricerca e portare avanti il progetto. La residenza d’artista «ERA» e il prezioso aiuto del team di Photolux mi hanno permesso di sviluppare un nuovo capitolo nell’area geografica della Versilia, focalizzandomi principalmente su due aspetti. L’Umano, da una parte. Ho cercato nei miei ritratti una figura universale, quella dell’Uomo desto, con il passo sospeso rivolto verso il domani, armato delle sue sofferenze, dei suoi pentimenti ma anche dei suoi sogni. Dall’altra, la Montagna e la Notte, che ho scelto di indagare per le loro componenti intrinseche d’infinito e di tragico. Ciò che cerco nel paesaggio è una forma di intimità, che racconti anche il drammatico, e dalla quale possa sorgere un’interrogazione esistenziale: dell’aldilà, che cosa rimane? Lo spessore di un velo, il sollievo delle parole, l’impressione della fotografia, che sigilla la possibilità di un incontro e di un dialogo. 


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