Elena Franco | Sulla soglia di Mondi Perduti

Mondi Perduti © Elena Franco

Location: Ex Monastero Vicopelago
Orari: Sabato e Domenica 10:00 –  16:00


ELENA FRANCO | SULLA SOGLIA DI MONDI PERDUTI

Un racconto per immagini dell’ex monastero di Sant’Agostino a Lucca.
a cura di Luigi Bartolomei

prodotta su iniziativa della Comunità Monastica Agostiniana del Monastero Corpus Domini di Cento e del Centro Studi Cherubino Ghirardacci
con il patrocinio del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, della Fondazione Monasteri, dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Lucca, di Fondazione Casa Lucca e in collaborazione con CONVICTUS, Studentato in Lucca.

Gli spazi, i mattoni e le pietre sanno assorbire gli usi che li hanno attraversati, gli scopi a cui sono serviti. Interpretare lo spirito dei luoghi è ciò che fa Elena Franco attraverso la fotografia, con la sua preparazione da architetto.

Per stimolare la riflessione sul destino dei patrimoni ecclesiastici dismessi – e, in particolare, di quelli monastici – le è stato chiesto di lavorare sull’ex-Monastero di Sant’Agostino, presso Vicopelago, località fuori porta San Pietro, a Lucca. Chiuso dal 1999 e sorto nel XVI secolo come residenza di campagna, divenuto monastero di clausura ha ospitato anche la sorella di Giacomo Puccini che fu badessa della Comunità Agostiniana. Il racconto che ne è emerso è un lavoro di rilettura che vuole restituire il genius loci, cercando di non cadere nel voyeuristico gusto per la contemplazione della rovina o di una vita nascosta, quanto, piuttosto, evocare la storia e far emergere la potenza estetica e la dimensione spirituale e comunitaria ancora presenti nel complesso, base su cui partire per i futuri progetti di valorizzazione.

La villa rinascimentale che costituisce il nucleo principale del complesso, il suo rapporto con il giardino e con il paesaggio rappresenta il corpus principale dell’indagine. A questo si somma la stratificazione degli usi, che hanno portato agli adeguamenti connessi alle funzioni monastiche. Come l’aggiunta di corpi di servizio lungo la strada, incluso l’asilo, testimonianze dei legami che anche un monastero di clausura intesseva con la comunità civile all’intorno accogliendo famiglie in difficoltà, incoraggiando i rapporti fra orfani e bambini delle famiglie della borgata, condividendo gli spazi per l’educazione.

E’ soprattutto, il tema della vita comunitaria delle monache e il rapporto con gli spazi – lavoro, preghiera, rito – insieme alla costante tensione fra interno ed esterno, che si coglie percorrendo le sale e i corridoi ora vuoti. La scelta di alcune significative immagini, dunque, narra una storia d’uso che, si spera, potrà ritrovare, rinnovata nelle funzioni, una continuità negli anni a venire.

L’auspicio, infatti, è che la riflessione su questo sito, insieme al lavoro artistico di interpretazione del luogo, possano contribuire a dare nuovi significati a uno spazio complesso che, non solo merita attenzione, ma che è, indubbiamente, patrimonio di una comunità umana, prima ancora che spirituale. Il caso di Lucca è, purtroppo, non isolato nel panorama contemporaneo e costituisce uno dei primi momenti di approfondimento che Elena Franco sta portando avanti su tutto il territorio nazionale, per contribuire al dibattito sul destino dei siti monastici, a seguito delle dismissioni future o già in atto.


Articoli Simili