Albert Watson | Maroc

© Albert Watson, Wall at the Medina, Marrakech, 1998 © Photo by Albert Watson
© Albert Watson, Wall at the Medina, Marrakech, 1998 © Photo by Albert Watson

Dove: Villa Bottini, via Elisa 9
Orari: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:30


a cura di Enrico Stefanelli
in collaborazione con Kahmann Gallery, Amsterdam

Calore, sabbia, vento sotto un sole feroce sulla strada per Laâyoune.
Gentilezza, Ospitalità e bellezza nel volto di una giovane ragazza, Maria Baba, che vive in una tenda con la sua famiglia berbera nel profondo Sahara.
In Scozia, quando sono nato, c’era l’acqua ovunque. Cadeva dalle montagne e dalle colline in valli sconfinate, formando centinaia di laghi. La pioggia sembrava sempre presente, qualche volte soffice e calda, altre volte dura e fredda. Per una persona cresciuta in questo ambiente, il Marocco arriva come uno shock. All’inizio ogni singolo dettaglio sembra diverso: i colori, le persone, i riti religiosi, l’architettura, e certo, il tempo.
Il Marocco è un paese antico, con una grande storia e un sorprendente mix di persone. Si sentono le influenze culturali dei Francesi e degli Spagnoli, dei Berberi, i suoi abitanti originali, e la forza dominante degli Arabi. Ma anche con tutte queste influenze, il Marocco rimane unico. Queste culture diverse si sono miscelate insieme per produrre qualcosa che è solo marocchino. Le persone sono la magia di questo paese. Da Casablanca a Tangeri nel nord, al Laâyoune nel sud. Sono stato accolto con grazia, gentilezza e molti tè alla menta!
È impossibile catturare anche solo un frammento di quanto questo grande paese ha da offrire in un singolo libro, dunque quello che ho fatto è solo uno schizzo, fatto in un periodo di trentanove giorni. Spero di aver riportato almeno un sapore di Marocco, e che ai lettori arrivi un po’ dell’anima di questa bellissima terra e dei suoi abitanti unici.

(da un testo di Albert Watson)


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